che cos'è la democrazia?

Che cos’è la democrazia? Schumpeter risponde

Joseph_Schumpeter_Che cosa è la democrazia
Joseph Alois Schumpeter (Třešť, 8 febbraio 1883 – Taconic, 8 gennaio 1950) autore di “Capitalismo,socialismo e democrazia”

Che cos’è la democrazia?” si chiese Schumpeter.  Una domanda che riecheggia dai tempi dell’Atene di Pericle, ma con intonazioni diverse a secondo dei secoli. Nel 700 o nell’800 il termine “democrazia” non aveva lo stesso valore positivo che possiede oggi.

Fino alla seconda guerra mondiale infatti essere democratico non era necessariamente una virtù, nel passato questa parola era un pò sinonimo di “populista” o “demagogico“. La sconfitta del nazifascismo fece di colpo balzare il termine democrazia al livello di: unico regime accettabile e giustificabile.

Insomma un regime non democratico non era legittimato a governare, la cosa complicò non poco la questione, infatti tutti si dichiararono immediatamente democratici , ma proprio tutti, però tra il dire è il fare…

Negli anni ’90 nella ex Jugoslavia girava questa barzelletta ” Che differenza c’è fra una democrazia e una democrazia popolare? ( così si autodefinivano i regimi dell’europa dell’est) La stessa che passa fra una sedia e una sedia elettrica“.

Allora al di là della retorica dei governanti come capire se un regime è democratico o meno? Andiamo con ordine, Schumpeter alla domanda che “cos’è la democrazia?” diede una risposta fondamentale. Innanzitutto  sulla scia del buon Macchiavelli volle spazzare il campo da ogni descrizione troppo filosofica. Intendiamoci Schumpeter in questo è impietoso,  talmente impietoso che butta via acqua sporca, bambino e vasca, ma il suo “Capitalismo socialismo e democrazia” del 1942 rimane un testo imprescindibile, utile e sano come una dieta, doveroso come una medicina amara.  Ah già dimenticavo,  ma chi era questo benedetto  Schumpeter ?

Dal consumatore all’elettore

Joseph Schumpeter( 1883-1950) fu  un economista, prestato alla scienza politica, famoso per  la teoria del ciclo economico per cui i periodi di crescita sono dovuti al comparire sulla scena di imprenditori che grazie al loro genio innovativo sanno imporre al mercato nuovi prodotti  capaci di generare domanda e quindi sviluppo. Per Schumpeter   è il mercato che segue l’impresa, è l’offerta che impone la domanda,  insomma per l’economista austriaco l’imprenditore con il suo demone creativo è  l’eroe dell’epica capitalistica. Quindi come si inserisce nel dibattito scientifico sulla democrazia?  Il nostro Joseph era un tantino preoccupato perchè vedeva nell’evaporare dell’impresa individuale, nel consolidarsi di grandi società per azioni una via, anzi un’autostrad,a capitalistica verso il socialismo. Schumpeter riteneva che lo svilupparsi di grandi oligopoli finisse per burocratizzare l’intero mercato. Quindi si pose questa domanda: “ma se il capitalismo si travasa nel socialismo la democrazia  esisterà ancora?” da qui il titolo “Capitalismo socialismo e democrazia“. Quindi per risolvere questo problema si pose l’usuale quesito “che cos’è la democrazia?

Che cos’è la Democrazia?  facciamo chiarezzaConvention elettorale

E come si è detto fece piazza pulita, e afferma che è puro mito ” la «dottrina classica» della democrazia, secondo la quale «il metodo democratico è quell’insieme di accorgimenti istituzionali per giungere a decisioni politiche, che realizza il bene comune permettendo alla stesso popolo di decidere attraverso l’elezione di singoli individui tenuti a riunirsi per esprimere la sua volontà» “.

Ma quale volontà generale? ma quale bene comune? tutta mitologia secentesca. Infatti il nostro economista, aduso a trattare dell’egoismo individualista di consumatori e imprenditori, afferma che il bene comune non esiste: ogni singolo cittadino è portatore di interessi singoli, non aggregabili in modo razionale in un obiettivo condiviso. Insomma volete dunque sommare le pere con le mele?  gli interessi dei grandi industriali con quelli dei piccoli commercianti? degli operai con quelli degli artigiani? dei cattolici con quelli dei protestanti? della campagna con quelli della città? Schumpeter non ci crede, così come non ci crede alla “volontà generale“, anche questa pura finzione filosofica.

La “teoria classica” presuppone un cittadino, ben informato su tutto, che sappia scegliere razionalmente prendendo le distanze da influenze emotive e pregiudizi, un idealtipo che nella realtà, secondo il pensatore austriaco non esiste, infatti egli scrive  «Normalmente, nell’economia psichica del cittadino comune, le grandi questioni politiche vanno ad affiancarsi o a quegli interessi delle ore di riposo che non sono assurti alla dignità di piccole manie, o agli argomenti di una conversazione irresponsabile».

Ancora dice Schumpeterla democrazia non significa, ne può significare, che il popolo governi realmente in una qualunque delle accezioni normali dei termini “popolo” e “governo. La democrazia significa soltanto che il popolo ha l’opportunità di accettare o rifiutare gli uomini che dovranno governarlo..

La democrazia è metodo

propaganda politica anni 30
propaganda politica anni 30

Si riprende la consolidata teoria liberale per cui i cittadini devono avere la facoltà di sostituire il governo con un altro difendendosi dal rischio che i decisori politici rimangano inamovibili

Insomma per il nostro autore la democrazia è unmetodo politico” cioè un dispositivo istituzionale per giungere a decisioni politiche attribuendo a determinati individui  il potere di decidere su tutti i problemi.  Un potere che deriva loro dall’aver ottenuto il voto del popolo.  Da qui il noto adagio schumpeteriano:

In termini politici sarà sempre un lattante chi non ha assimilato fino a non dimenticarsene più il motto attribuito a uno degli uomini politici più fortunati : «quello che gli uomini d’affari non capiscono è che esattamente come loro trattano in petrolio io tratto in voti»

Qui si rivela tutto il pensiero economico del nostro autore, il leader politico non altri che un “imprenditore politico”  che cerca di ottenere la fetta più ampia del mercato elettorale.  Per lui in politica come in economia è l’offerta che domina sulla domanda.

In realtà il popolo non solleva né decide nessun problema, ma i problemi da cui il suo destino dipende sono normalmente sollevati e decisi per lui.. Gli elettori non solo non definiscono le fondamentali questioni di politiche del tempo, ma anche la scelta dei candidati è limitata dalla rosa di persone proposte loro dai partiti…

Questi anche se differiscono in alcuni dettagli hanno piattaforme analoghe, perché sono macchine per vincere le elezioni , ed è stato necessario costruire queste macchine perché i cittadini comuni non sono in grado di coordinare le loro attività politiche”.

e ancora:

Partito e uomini politici di partito sono semplicemente la risposta all’incapacità della massa elettorale di agire di propria iniziativa, e rappresentano un tentativo di regolare la competizione politica esattamente simile alle pratiche di associazioni fra commercianti o industriali intese a regolare la concorrenza economica. La psicotecnica della direzione di partito e la pubblicità di partito, gli slogan e le marce, sono elementi non accessori ma essenziali della vita politica, lo stesso vale per il politico di professione il political boss

satira politica anni 30
Vignetta satirica anni 30

La vita democratica è la lotta tra leader politici rivali, appartenenti a partiti diversi, per ottenere il mandato a governare. Il destino del cittadino democratico è semplicemente quello di avere il diritto di scegliere e autorizzare periodicamente i governi ad agire nel suo interesse.

Al di là di quanto possiamo trovare simpatiche le sue affermazioni, la grandezza di Schumpeter sta nell’aver definito democrazia come “metodo”, il metodo per scegliere chi governa e questo metodo si basa su elezioni libere in cui chi riesce a ottenere più voti vince.

Dal 1942 a oggi nessuno mette in dubbio questa affermazione, il resto del pensiero sarà criticato, integrato, sorpassato, ma questo passaggio rimane valido sino a noi, sino a oggi, no elezioni? no democrazia.

In altri termini la forma democratica è contenuto democratico, la procedura è sostanza, se questa viene violata viene violato anche la democrazia.

Se giochiamo a calcio e i giocatori iniziano a prendere la palla con le mani e a palleggiare e nessuno fischia, nessuno viene sanzionato, espulso eccettera, è lecito chiedersi se stiano ancora giocando a calcio.

“Repetita stufant” ma  appunto ripeto portiamoci a casa questo concetto la: “Democrazia è metodo“.

Schumpeter in black

Quindi tutto a posto? finita la questione? no Schumpeter nella sua foga purificatrice si è inventato una “teoria classica” che in realtà non è mai esistita, almeno nei termini da lui posti.  Schumpeter nel 1942 vive in america e scrive illuminato dai roghi delle piazze totalitariste di Berlino ,Roma e Mosca, influenzato da una psicologia delle masse che ritrae i movimenti popolari essenzialmente come attività emotive influenzabili come lo sono tutti i comportamenti infantili.  Insomma al di là della sua buona volontà il suo  “pensiero oggettivo” era reso in realtà  molto soggettivo da scienze umane ancora giovani e da un periodo storico difficile.  Inoltre  quando il nostro autore scrive “capitalismo, democrazia, socialismo” era da lungo residente negli Stati Uniti, una democrazia meno ideologizzata di un sistema inglese o francese e molto più pragmatica.

Inutile nascondercelo se davvero il popolo è così imbelle, ignorante etc. ma allora perchè deve essere autorizzato a scegliere chi comanda con le elezioni? Questo è l’elemento più debole del pensiero Schumpeteriano, la contraddizione più forte.

A malincuore però dobbiamo dire che le provocazioni  di Schumpeter ci toccano da vicino, specie in un periodo come il nostro che sta vivendo una forte crisi ideologica, di personalizzazione della competizione elettorale e della evaporazione dei corpi medi in generale ( partiti, associazioni, sindacati etc.).

Agente Edwards
Agente Edwards

Edwards: Perché tanti misteri? La gente è matura, lo accetterebbe…
Agente K: Una persona è matura. La gente è un animale ottuso pauroso e pericoloso.

No questo non è tratta da “Capitalismo, socialismo e democrazia” ma dal godibilissimo film “Men in Black

L’enfasi sul marketing politico, sul politcal boss, sulla manipolazione delle masse non ci sembra affatto così retrò, per questo ho definito Schumpeter una medicina amara perchè  è un autore che ci sfida a dare risposte convincenti, lontane da luoghi comuni. Quindi che cosa dobbiamo rispondere a’ “agente K Schumpeter”?  Questa o principe è un altra storia……

 

 

 

 

 

 

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