Che cos’è la scienza politica?

Totò
Principe De curtis

Scienza politica? Che cosa è? una sorta di gastronomia?

Cioè come diceva Totò “a proposito di politica quando si mangia?”. No, niente a che fare con la cucina, no, per quanto strano possa sembrare non solo la scienza della politica esiste, non solo ha profonde radici italiane, ma vive e prospera tanto da riuscire, a volte, a essere altrettanto rigorosa quanto l’economia politica.

Ma che cos’è allora la scienza della Politica?

Niccolò Macchiavelli
Niccolò Macchiavelli

E’ una cosa vecchia e nuova, vecchia perché è almeno dal sesto secolo avanti cristo che in occidente ci si chiede che cosa sia la democrazia, la politica, il potere, nuova perché è da relativamente poco tempo che si cerca di dare una risposta a questa domanda partendo dalla esperienza, non dalle idee.  Solo con il nostro Niccolò Machiavelli si è cercato per la prima volta di riflettere sull’esperienza, sulla ” verità effettuale della cosa ” anzichè sull’ ” immaginazione di essa ” e sulla descrizione degli Stati ideali ” che non si sono mai visti essere in vero “.

E infatti è subito “Pulp”, solo per fare un esempio citiamo una scena de il “Principe” dove Remirro de Orco (dico già il nome) per mera utilità politica viene fatto trovare a Cesena, “in dua pezzi in sulla piazza, con uno pezzo di legno e uno coltello sanguinoso a canto. La ferocità del quale spettaculo fece quelli populi in uno tempo rimanere satisfatti e stupidi”.

Torneremo in seguito sul nostro Niccolò, qui ci basti sottolineare come il pensiero politico ha avuto una svolta e di come abbia a messo in agenda temi forti quale il rapporto fra etica e esercizio del potere.

Soprattutto il desiderio di descrivere la politica a prescindere dai valori, ma analizzandola in base al funzionamento e giudicandola solo sulla base dei risultati raggiunti

Per il fiorentino Principe è colui che è crudele per il bene dello stato, tiranno colui che compie efferatezze non necessarie.  Affermazioni pesanti e che in effetti peseranno sul dibattito morale e teorico per i secoli a venire

Scienza politica dunque come  riflessione sul governo dello stato in base all’esperienza, ma gli anni corrono, arriva Newton, Galilei, Adam Smith, la rivoluzione industriale, così cambia il concetto sia di “esperienza” sia di “politica”, infatti  al vecchio naturalismo rinascimentale si sostituisce una  più raffinata lettura della realtà sull’esempio delle scienze naturali, dall’altro lo stato non è più l’unico soggetto a detenere il potere ed ecco che nell’800 entrano in gioco i partiti, i sindacati.

Gaetano Mosca
Gaetano Mosca

Ed è proprio nell’800 che in Italia nascono nelle Università le prime cattedre di scienza della politica. E’  il siciliano Gaetano Mosca il fondatore della disciplina con la pubblicazione nel 1898 di “Elementi di Scienza Politica” . Mosca coniò il termine “Classe politica” per indicare quella minoranza organizzata che in qualsiasi società detiene il potere. Siamo sempre sul sentiero della realtà empirica, ma siamo distanti dal “pulp” di Machiavelli e dal concetto che la politica si riduca al rapporto fra stato e principe. Certo siamo lontani anche dal concetto il potere sta nel popolo, infatti  il nostro autore, insieme ai tedeschi Weber e Michels e allo svizzero Pareto era un sostenitore della teoria delle elitè, ovvero che è sempre uno o in pochi a comandare. Ma anche in questo caso approfondiremo con più attenzione queste affermazioni in altri articoli.

E vennero gli americani e affermarono il proprio predominio anche su questa dottrina, un dominio ormai solo raramente scalfito da alcuni autori non statunitensi.  Il lato debole della “scienza politica” da Newton in avanti è stato proprio il termine “scienza”, per quanto la sistematicità, il rigore nell’analisi dei dati sia cresciuto nel corso dei secoli non si era ancora raggiunto un livello paragonabile non solo alla fisica, ma nemmeno all’economia. Ma gli americani si sa sono tipi pratici e Tacito, enciclopedie, libri di storia vari furono riposti sugli scaffali, venne messa mano alla statistica, all’intervista sul campo: fu questo il grande contributo della Scuola di Chicago degli anni 20, volare basso, scarpinare, intervistare, ascoltare, analizzare, verificare. E Oggi?

Asimov
Asimov, immaginifico creatore della Psicostoria

Oggi stiamo procedendo a grandi passi verso una dottrina che non solo spieghi con successo il passato, ma che riesca a delineare scenari futuri altrettanto bene quanto l’invidiata economia. Perché? Perché da un alto i dati a disposizione degli studiosi sono cresciuti in modo esponenziale, Machiavelli non aveva Internet e i social Network, dall’altro lato le tecniche di analisi, statistiche, di lettura, di interpretazione dei dati sono sempre più sofisticate. Certo la scienza politica non avrà mai a sua disposizione un laboratorio asettico come la chimica o la genetica, il suo “laboratorio” sarà sempre la cronaca, la storia, l’opinione della gente. Due miliardi e mezzo di utenti internet, oltre 1 miliardo di account Facebook, 550 milioni di profili Twitter, fanno poi intravedere la possibilità di realizzare la “psicostoria” la mitica scienza inventata da Asimov nel ciclo dell’impero galattico. Secondo i principi della psicostoria è possibile predire il futuro se si conoscono i comportamenti di un numero sufficientemente grande di persone. Fantasia? Provate a vedere i risultati sulle previsioni elettorali di Voices from the blogs, e forse Asimov non vi sembrerà più tanto un sognatore.

Quindi è questo il futuro della scienza politica potenti algoritmi che estraggono risposte da galassie di dati?

Quarantadue!” urlò Loonquawl. “Questo è tutto ciò che sai dire dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni?” “Ho controllato molto approfonditamente,” disse il computer, “e questa è sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda. »

(da Guida Galattica per autostoppisti)

Le domande rimarranno il tema della scienza politica, chi gestisce il potere? come lo si ottiene? come lo si esercita? come lo si perde. Che cos’è la scienza politica? L’analisi il più possibile libera da pregiudizi su come funziona il rapporto fra società e potere nella realtà di oggi, di ieri e forse di domani. Che cosa offre quindi la scienza politica? Qualche risposta, degli strumenti ma soprattutto delle domande, quelle giuste, quelle da porre all’etica, ai governanti e soprattutto a noi elettori

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